Come puoi chiamarla “qualità della vita”?

Ottobre 23, 2009 at 12:19 pm (1)

Ma sì, non abbiamo scampo. Dico quelli che Abbiamo il mare e l’ Etna in un abbraccio. Quelli che La luce in Sicilia è un’altra cosa. Quelli che Le nostre granite non le fa nessuno. Quelli che Il clima è una meraviglia.

Non abbiamo scampo non solo perché  non funziona più manco il clima, in Sicilia, ma perché finalmente qualcuno l’ha detto forte, dati alla mano: la mitica “qualità della vita”, che abbiamo sempre  (con qualche forzatura ansiosa) opposto ai “dati freddi” e “tecnici”  del Sole24,  in Sicilia è pari quasi allo zero.

E a dirlo non sono detrattori invidiosi o leghisti ottusi, ma lo studio  del Quars (Qualità regionale dello sviluppo) elaborato dagli economisti “alternativi” dell’associazione Sbilanciamoci ( che sarà presentato il 3 ottobre a Roma) che in fondo conferma un’idea  diffusa in tutta Europa:  il benessere vero,  inteso cioè come dignità di vita ed equilibrio sociale,  non si misura col Pil o col reddito pro-capite, ma con  indicatori molto più ampi e comuni.   Nel Quars Index sono quaranta, fra cui  l’inquinamento ambientale, la densità della popolazione, la raccolta differenziata, la mobilità sostenibile, il traffico. E poi il funzionamento delle scuole, le opportunità per le donne,  esercizio e difesa dei diritti civici,  diffusione dei quotidiani,  circolazione della cultura, presenza del volontariato.

Ovvietà ? Non proprio, visto che regioni ricche come il Lazio, il Veneto e la Lombardia scivolano parecchio rispetto alle graduatorie classiche, mentre salgono (in qualità) Toscana, Marche, Trentino, molto più attente all’individuo e all’ambiente.

E noi, col nostro pregevole clima e quello spettro di luce che incanta gli amici fotografi ? Siamo al penultimo posto, dopo la Calabria e prima della Campania, che è ventesima.

A confermare ancora una volta, contro ogni  vizioso o patetico dubbio, che la qualità della vita procede insieme allo sviluppo, alla cultura del territorio e dei diritti civili,  ed è questo che produce un’economia sana e condivisa. Non bastano il sole, il mare,  l’ironia e la voglia di cantare.


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