Il nuovo viaggio “Scatta e manda”
Sei in viaggio o vaghi per la tua città, turista per caso o per disegno ? Scatta e manda. All’amico ? Ancora meglio : al web. I siti on line dei quotidiani lanciano appelli e promesse : fotografate la vostra città e spedite gli scatti alla redazione. Saranno giudicati da una giuria, e pubblicati, commentati, premiati nonché votati dal pubblico.
La didascalia invisibile praticamente dice questo : non esisti se non vai sul web, e il tuo viaggio non conta niente se non sei votato. Di più. Forse non sei nemmeno partito, e tutte quelle cose , i monumenti, i volti, quel colombo immobile sulla statua e quel gelato fantastico forse non li hai visti, se non li hai messi sul web.
Non ce ne siamo accorti, é successo lentamente. Ma è Internet a garantire che ci siamo. Che ci rassicura ogni giorno sulla nostra esistenza, visibilità. A certificare il nostro status di esistenza in vita.
Abbiamo bisogno di farlo sapere : siamo qui, sto facendo questo. Lo testimoniamo in milioni tutto il giorno su Facebook, centellinando continuamente il nostro “stato” : “il primo bagno, l’acqua è fantastica” , “l’aria condizionata è guasta, aiuto!”.
Lo facciamo sui cellulari, appesi a quel filo di umanità cordless che ci tiene avvinti. “Sono in fila al viale Africa, tu dove sei?”. “Io sono al supermercato, tu hai visto la mia mail?”.
Bisogno di comunicazione, certo. Ma soprattutto di “comunicarsi”. Dirsi, mostrarsi, commentare. Lo facciamo nei blog, nei forum, sui quotidiani on line. Dire la nostra, giudicare, votare. Ci invitano a farlo, d’altronde. Votiamo le notizie pubblicate, le immagini, i programmi in Tv, polemizziamo e plaudiamo, litighiamo fra utenti. Insomma un’orgia di democrazia che non risparmia nessuno. Ok, è anche giusto. Ma ti chiedi come mai questa furia democratica di partecipazione, questa volontà di esserci e di pronunciarci è più forte nel web che nella vita reale. Dove spesso subiamo in silenzio, da italiani afasici, offesi, demotivati.
