About me

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BENVENUTI in questa casa, e scusate il disordine (si dice sempre così, anche se hai sistemato sino a poco fa)… Vivo la maggior parte dell’anno in Sicilia, sul mare di Acicastello all’ombra della rocca normanna, e faccio la giornalista dall’ ’87 scrivendo di ambiente, società e specialmente violazioni (cioè abusi della natura e del pensiero, abusi del corpo e del tempo, dell’energia, spazio, di pazienza ).

Sono redattrice nel quotidiano La Sicilia, dove ho un Oblò quotidiano di dialogo (si chiama così, Oblo-g), ho due figlie Viola e Marta, insegno a contratto nell’Università di Catania Storia e tecnica del Giornalismo e ci vado in scooter perchè non uso l’auto. E’ raccolta in “Sensi. Donne sull’orlo dell’isola “(edizioni Sanfilippo, 2005) , una mia inchiesta sull’universo femminile siciliano, esplorato anche dalle (belle) foto di Francesco Ruggeri.

La cosa più preziosa l’ho ricevuta per la mia prima Comunione, a 9 anni: una macchina da scrivere Olivetti lettera 22, verdino. Ci battevo con la carta carbone i giornaletti che vendevo in classe. All’Accademia di Belle arti ho imparato a incidere i capitelli barocchi sulle lastre, stampavo acqueforti dedicate alle chiese, poi però mi sono laureata in Lettere moderne. E comunque faccio ancora acquerelli. Riciclo e rigenero tutto, specialmente le cose rotte, spaiate, consumate o offese. Il mio motto è “Every thing has its rebirth” e vale per tutto, non solo per le esperienze e i pensieri. Vivono con noi anche due tartarughe, coppia (felice) di fatto da quindici anni .

Nell’aprile 2008 Mondadori ha pubblicato il mio (primo) romanzo, “L’indecenza”.

Mi piace dirlo con Pavese. La scrittura è un prodigio perché consente in un unico atto le due cose più belle, parlare da soli e parlare alla gente.

In effetti, amo molto stare da sola.

Ma se bastasse non saremmo qui .

P.S. E’ possibile aprire i cassetti per saperne di più. Grazie della visita, arrivederci, mi spiace, non ho nemmeno offerto un caffè… Alla prossima

1 Commento

  1. Stefano ha detto,

    Ciao Elvira,
    ti ho incontrato sulle pagine di Sensi, incidentalmente durante un viaggio in Sicilia, fra i tanti libri della biblioteca di Taormina. Il tuo mi ha chiamato… ed è stato un bell’incontro. La tua scrittura mi ha messo in una condizione d’animo particolare, una di quelle condzioni e momenti magici in cui senti la vita e ciò che ti circonda è dentro di te: tutt’uno. Sono convinto che è stato grazie a questo stato d’animo particolare che subito dopo, durante la visita ad una mostra fotografica di Antonella Reale, sono diventato un collezionista d’arte: ho acquistato un suo bellissimo quadro. E’ stata la prima volta (forse l’ultima viste le esigue finanze?) e come (spero) tutte le prime volte, indimenticabile. Ho poi cercato a Firenze nella Biblioteca Nazionale il tuo libro, ma non l’ho trovato. Per dovere di conservazione doveva esserci. Allora grazie a questa mancanza ho cercato nel web e ho incontrato il tuo sito. Eccomi, qui, in “casa” tua, a dirti. Grazie ancora. Stefano P. S. Come sempre si dice: non mi sembra ci sia disordine…

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